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Ѐ lunedì. In ufficio non
c’è niente da fare, di lunedì.
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[...] quando ho dormito
male innaffio tutto con una pioggia acida.
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[...] la maggiorparte
della gente ha un tasto «cancellare i file» che non fa che premere, a
un certo punto, quando il cervello sta per entrare in ebollizione dopo
malintesi, tradimenti, vergogne, ferite – e così fette intere di
esistenza scompaiono, le facce, i nomi, gli indirizzi, i colori, tutto
giù nel cesso, verso la fogna dell’inconscio.
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Mia madre.
Quando incontrava le mie
fidanzate passeggere, aveva la faccia come tagliata in due. Con la
parte sotto sorrideva [...]con la parte sopra annusava, scansionava
[...].
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Mica te li puoi
scegliere, i genitori.
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Sono preziosi, a volte,
i soggetti di conversazione banali. Leggeri. Di cui si può ridere e
discorrere senza litigare. Bolle di sapone.
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Ѐ quello che farei se
non fossi me stesso.
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Nel momento della
rottura bisognerebbe sempre poter vedere come sarà l’altro qualche anno
più tardi. Nella maggior parte dei casi si smetterebbe subito di
piangere e di lamentarsi della propria sorte.
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[...] gli uomini che
conoscevo erano interscambiabili.
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C’è gente così, che
attraversa gli anni come sospesa in una bolla, bisogna aspettare le
prime delusioni sentimentali o professionali, la morte di un genitore o
di un amico perchè tutto si incrini.
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Nessuno ci ha mai
avvertiti che la vita è una faccenda lunga.
[...]Nessuno ci ha detto
neppure che la cosa più dura non sono le separazioni, ma il declino. Lo
sbriciolarsi delle relazioni, degli esseri, dei gusti, dei corpi, della
voglia.
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Pazzesco quante brutti
notti si passano dopo aver superato la quarantina.
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[...] sono sempre io –
io e quei tratti di personalità che non sono mai riuscita a cancellare,
con cui cerco di fare buon viso a cattivo gioco.
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[...] gli stereotipi
hanno la pelle dura[...].
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Certe abitudini ti si
appiccicano addosso. [...] Mi piace. Questa fedeltà è ciò che si è
stati, malgrado tutto.
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Ho conosciuto un momento
di falsa sicurezza, quella che ti dà l’energia della gioventù, e poi è
finita lì.
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Amici. Ѐ una parolona.
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[...]sono un attore
protagonista solo nei miei sogni.
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Pensavo che con dolcezza
e discrezione sarei diventata indispensabile a qualcuno. Un ragazzo.
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[...] una ragazza che ha
la battuta pronta, una pungente. A volte, può persino far dimenticare
un fisico qualunque. Soprattutto al buio.
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PAG.66
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Ѐ stato un momento un
po’ impacciato- ma a chi sta uscendo dall’adolescenza piacciono, quei
momenti un po’ impacciati. La sensazione che tutto può succedere.
Perchè spesso tutto succede.
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PAG.66
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Gli uomini pensano
sempre che,quando fanno ridere una donna, se la sono già quasi portata
a letto - e non si
rendono conto di quanto la cosa sia vera anche nell’altro senso.
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Ѐ difficile, a
vent’anni, per un uomo. Con quella volontà di dominare. Di marcare il
proprio territorio. Quella specie di nervosità brusca. Quella
goffaggine. Quel lato un po’ ribelle, commovente e insopportabile.
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Il verbo «avere». Ѐ fastioso, ‘sto
verbo. Non ci sono abituato. Più passa il tempo e più cose perdo. Più
cose perdo e più sono libero. Più sono libero e meno ho voglia di
esserlo. Cosa ci faccio con tutta ‘sta libertà?
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Spesso era una bella
sorpresa quando mi spogliavo. Notavano che anch’io avevo un corpo.
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Mi ringraziavi con gli
occhi.Ti tuffavi davvero nel mio sguardo.
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Non si pensa mai che
certe frasi possano restare inchiodate, piantate come schegge – e che
possano ritornare per devastare ogni cosa in certi momenti della vita.
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Che classe. Ero davvero
una persona di gran classe, allora. Avevo solo certezze.
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Quelli che ascoltano si
ritrovano sempre in condizione di superiorità – non rivelano nulla,
restano integri, intatti, mentre invece noialtri lasciamo apparire i
nostri punti deboli.
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La storia dei genitori è
destinata a restare opaca, e senza dubbio è meglio così.
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Ho anche accarezzato
l’idea di scrivere un romanzo. Non ho abbastanza talento.E
probabilmente neanche abbastanza voglia.
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I bambini sono fatti
così. Come i palloncini nelle cattedrali. Li si lascia andare, loro
volano via ma restano lo stesso nel campo visivo, si può fargli segno,
andare a trovarli, sono lassù, sono lontani, ancora incastrati sotto i
nostri archi gotici. E un giorno, non si capisce bene perchè, non sono
più lì.
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Every cloud has a silver lining. Intorno a ogni nuvola
c’è una linea d’argento (proverbio inglese).
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Sono convinto che la
gente ha molta più memoria di quanto vuol far credere.
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Ogni essere umano si
chiede cosa possa voler dire «essere innamorato».
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PAG.97
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A vent’anni si sogna
roba che ti mandi fuori di testa, passioni che ti consumino dentro,
crisi isteriche, batticuore.
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Pare che certa gente
abbia l’impressione, a un dato momento, di toccare il fondo e che,
mentalmente, si dia una bella spinta per risalire. Io a queste
storielle non ci ho mai creduto.
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A un passo dalla morte
l’impressionismo deve essere insopportabile.
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[...]io sono molto
fedele. E anzi è sicuramente la mia qualità principale: potrei essere
il cane della prima persona che mi si affeziona.
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Ѐ sempre comodo avere un
amico famoso. Fa fare bella figura.
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Lamentarsi delle
Ferrovie mette tutti d’accordo.
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Da giovani non si
immagina che un giorno si avranno dei figli.
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[...]capita tutti i
giorni, persone che si sono conosciute per qualche tempo molti anni
prima e che si incontrano di nuovo, e non c’è niente da aggiungere, ci
si pens per qualche minuto e poi si riprende la propria strada, non c’è
motivo di fermarsi.
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