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LUIGI PIRANDELLO – SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
(Versione integrale - 2012, CRESCERE
EDIZIONI)
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PAG. 14
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[...] ci siamo ridotti a mettere in iscena commedie di
Pirandello, che chi l’intende è bravo, fatte apposta di maniera che nè attori
nè critici nè pubblico ne restino mai contenti?
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PAG. 17
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Oh, signore, lei sa bene che la vita è piena d’infinite
assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer
verosimili; perché sono vere.
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PAG. 19/21
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[...]si nasce alla vita in tanti modi, in tante forme:
albero o sasso, acqua o farfalla...o donna. E che si nasce anche personaggi!
[...]chi ha la fortuna di nascere personaggio vivo, può
ridersi anche della morte. Non muore più! Morrà l’uomo, lo scrittore,
strumento della creazione; la creatura non muore più! E per vivere eterna non
ha neanche bisogno di straordinarie doti o di compiere prodigi.
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PAG. 27
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Come se non fosse il conforto di tutti, davanti a un fatto
che non si spiega, davanti a un male che si consuma, trovare una parola che
non dice nulla, e in cui ci si acquieta!
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PAG. 29
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Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti
dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo
intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore
delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le
assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha
dentro? Crediamo d’intenderci; non c’intendiamo mai!
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PAG. 30
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Se si potesse prevedere tutto il male che può nascere dal
bene che crediamo di fare!
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PAG. 38
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Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che
ho, che ciascuno di noi – veda- si crede “uno”, ma non è vero: è “tanti”,
signore, “tanti”, secondo tutte le possibilità d’essere che sono in noi:
“uno” con questo, “uno” con quello – diversissimi! E con l’illusione,
intanto, d’esser sempre “uno per tutti”, e sempre “quest’uno” che ci
crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero! Non è vero! Ce n’accorgiamo bene,
quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo
all’improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non
esser tutti in quell’atto, e che dunque una atroce ingiustizia sarebbe
giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi, alla gogna, per una
intera esistenza, come se questa fosse assommata tutta in quell’atto!
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PAG. 68
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È
stata sempre per me una maledizione provare davanti agli autori! Non sono mai
contenti!
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PAG. 80
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Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale
indipendenza dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in
tant’altre situazioni in cui l’autore non pensò di metterlo, e acquistare
anche, a volte, un significato che l’autore non si sognò mai di dargli!
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PAG. 88
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Le par possibile che si viva davanti a uno specchio che,
per di più, non contento d’agghiacciarci con l’immagine della nostra stessa
espressione, ce la ridà come una smorfia irriconoscibile di noi stessi?
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