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Pag.15
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I fogli
bianchi sono la dismisura dell’anima/ ma io su questo sapore
agrodolce/vorrò un giorno morire,/perchè il foglio bianco è
violento/violento come una bandiera/ è una voragine di fuoco bella/e
così io mi compongo/ lettera su lettera all’infinito/affinchè uno mi
legga/ma affinchè nessuno impari nulla/perchè la vita è sorso e non
fanghiglia/la vita va vissuta nell’amore/non nell’odio di parte.
(I
fogli bianchi).
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Pag.27
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Quando
la poesia mi tace/nel grembo e dentro le mani/quando mi cresce
l’odio/per l’assurda prigionia di vita/allora non do rumore,/sono una
chiusa conchiglia/che non ripete il mare/[...].
(
Quando la poesia mi tace).
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Pag.34/35
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I fogli
sono la deviazione del canto,/ma ormai non scrivo più[...]/ma i fogli
ogni mattina con il loro fruscio/mi chiamano al lavoro fondo,/solo che
tu non ci sei/ e non ho niente da dire,/eppure le mie dita civettano
sopra i tasti/di una vecchissima macchina da scrivere/di cui non
conosco neppure la marca,/ma nemmeno io ho un listino prezzi/nemmeno io
l’etichetta d’uomo/[...].
( I
fogli).
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Pag.36
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La
parte malata/mi duole nella testa/e sta alla mia sinistra,/la parte
malata/deve essere una valvola di pianto/perchè alla parola di
Cristo/sussulta da far paura[...].
(La
parte malata).
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Pag.42
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Ma
vivere, oggi,è ‘prezzi’. Non solo poesia...
(Notizie
bio-bibliografiche de”Alda Merini- Poesie”,1981).
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Pag.47
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Galeotto
il caffè che ti invischia[...].
(Le
satire)
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Pag.59
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[...]il
milanese vuole essere ricco/e intanto campa di miseria ignobile[...].
(La
siciliana)
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Pag.64
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Chi è
cornuto non ha sane radici[...]/ chi è cornuto, per noi del nord,/è
persona che ha due fronti diverse/così come Giano,/e guarda da una
parte e dall’altra/col sospetto angariato della colpa.
(Chi è
cornuto non ha)
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Pag.69
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Ci sono
delle volte in cui uno deve fare silenzio ed è quando le cose gli vanno
storte,quando non si riescono a realizzare nel modo sognato [...].
(Racconti
da cortile)
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Pag.74
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[...] «la
bottiglia sì è sempre bella!» E così
finì quel dialogo stolto e fin troppo facile ma che mi aveva rivelato
il senso sottile dell’ubriachezza, di certe sorde ubriacature di
spasimo che spesso intristiscono l’uomo e che lo fanno diventare simile
ad una pietra scavata dal male interiore[...].
(Il
Luigi).
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Pag.79
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Fu in
vita sua [Pina] una donna estremamente insulsa che si affaticava per
fare invidia agli altri non riuscendovi maie guadagnandosi solo quelle
emicranie di stizza e di contrarietà che tanto la facevano soffrire.
(La
Pina).
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Pag.81
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[...][la
Dora] aveva il gusto della buona tavola e una innata cattiveria così
evidente e così forte che si sarebbe potuto paragonarla alla grappa, di
quelle grappe che quando ti scendono nello stomaco ti danno bruciori
molesti e improvvidi.
(La
Dora).
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Pag.88
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Ѐ
strano come l’uomo si ostini a fare l’amore con la putredine.
(La
Lisa).
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Pag.93
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Anche
io come poeta vado al caffè degli emarginati. Tante volte ci vado con
la gola turgida di pianto, talvolta ci vado con la falce tagliente
della mia dialettica pronta a sfondare il popolo delle loro segrete
ambizioni di saccenteria ma mi trovo assai male, direi come un pesce
fuor d’acqua.
(Il
caffè).
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Pag.93
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Io sono
per il decoro la continenza la sopportazione ma disdegno l’angoscia
quotidiana della vita eppure ci sono dentro fino al collo.
(Il
caffè).
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Pag.93/94
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Perchè
la gente bestemmia? Perchè non porta il lutto della propria umanità?
Perchè non esiste un sottopassaggio segreto per lo spirito? Io lo trovo
attraverso la scrittura, gli altri [...] che fanno?
(Il
caffè).
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Pag.94
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Il
mondo è proprio un girone immenso infernale in cui l’uomo si dibatte
preda della condanna biblica che non riconosce più, certo soltanto del
suo dovere di sopravvivenza ma io sopravvivere non voglio più, alla
maniera maniacale dei miei simili non voglio vivere[...].
(Il
caffè).
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Pag.94
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L’uomo
al momento della nascita si illude di entrare in un paradiso ed entra
nell’inferno.
(Il
caffè).
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Pag.95
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(A
Milano si muore).
Esistono
città dove si muore, Milano è una di queste città, Milano è un
ingranaggio che ti prende ti stritola ti attacca al lavoro a catena ti
rende un numero.
[...]A
Milano si muore per l’industrializzazione, per la mancanza di amore
perchè non hai mai una pausa. [...]a Milano uno si sente costantemente
colpevole di essere nato, di non essere utile alla società e allora si
sforza di vivere fino a che il cuore non gli scoppia nel petto, per
stare alla pari con gli altri, per non deluderli, per non sentirsi
fallito.
[...]non
si può fare numero e poesia,non si [può] adoperare i computer senza
perdere la fantasia, a Milano si muore, e soprattutto non si riesce ad
amare, ecco perchè il sesso ha trionfato, approssimazione dei sensi, un
violarsi a vicenda senza misericordia.
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Pag.9
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(A
Milano si muore).
[...]a
Milano è proibito parlare dell’anima.
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