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FRASI E AFORISMI


Letto 03/04/2015

ALDA MERINI – POESIE E SATIRE – a cura di G.Zaccaria – Einaudi(2011)

Pag.15

I fogli bianchi sono la dismisura dell’anima/ ma io su questo sapore agrodolce/vorrò un giorno morire,/perchè il foglio bianco è violento/violento come una bandiera/ è una voragine di fuoco bella/e così io mi compongo/ lettera su lettera all’infinito/affinchè uno mi legga/ma affinchè nessuno impari nulla/perchè la vita è sorso e non fanghiglia/la vita va vissuta nell’amore/non nell’odio di parte.

(I fogli bianchi).

Pag.27

Quando la poesia mi tace/nel grembo e dentro le mani/quando mi cresce l’odio/per l’assurda prigionia di vita/allora non do rumore,/sono una chiusa conchiglia/che non ripete il mare/[...].

( Quando la poesia mi tace).

Pag.34/35

I fogli sono la deviazione del canto,/ma ormai non scrivo più[...]/ma i fogli ogni mattina con il loro fruscio/mi chiamano al lavoro fondo,/solo che tu non ci sei/ e non ho niente da dire,/eppure le mie dita civettano sopra i tasti/di una vecchissima macchina da scrivere/di cui non conosco neppure la marca,/ma nemmeno io ho un listino prezzi/nemmeno io l’etichetta d’uomo/[...].

( I fogli).

Pag.36

La parte malata/mi duole nella testa/e sta alla mia sinistra,/la parte malata/deve essere una valvola di pianto/perchè alla parola di Cristo/sussulta da far paura[...].

(La parte malata).

Pag.42

Ma vivere, oggi,è ‘prezzi’. Non solo poesia...

(Notizie bio-bibliografiche de”Alda Merini- Poesie”,1981).

Pag.47

Galeotto il caffè che ti invischia[...].

(Le satire)

Pag.59

[...]il milanese vuole essere ricco/e intanto campa di miseria ignobile[...].

(La siciliana)

Pag.64

Chi è cornuto non ha sane radici[...]/ chi è cornuto, per noi del nord,/è persona che ha due fronti diverse/così come Giano,/e guarda da una parte e dall’altra/col sospetto angariato della colpa.

(Chi è cornuto non ha)

Pag.69

Ci sono delle volte in cui uno deve fare silenzio ed è quando le cose gli vanno storte,quando non si riescono a realizzare nel modo sognato [...].

(Racconti da cortile)

Pag.74

[...] «la bottiglia sì è sempre bella!» E così finì quel dialogo stolto e fin troppo facile ma che mi aveva rivelato il senso sottile dell’ubriachezza, di certe sorde ubriacature di spasimo che spesso intristiscono l’uomo e che lo fanno diventare simile ad una pietra scavata dal male interiore[...].

(Il Luigi).

Pag.79

Fu in vita sua [Pina] una donna estremamente insulsa che si affaticava per fare invidia agli altri non riuscendovi maie guadagnandosi solo quelle emicranie di stizza e di contrarietà che tanto la facevano soffrire.

(La Pina).

Pag.81

[...][la Dora] aveva il gusto della buona tavola e una innata cattiveria così evidente e così forte che si sarebbe potuto paragonarla alla grappa, di quelle grappe che quando ti scendono nello stomaco ti danno bruciori molesti e improvvidi.

(La Dora).

Pag.88

Ѐ strano come l’uomo si ostini a fare l’amore con la putredine.

(La Lisa).

Pag.93

Anche io come poeta vado al caffè degli emarginati. Tante volte ci vado con la gola turgida di pianto, talvolta ci vado con la falce tagliente della mia dialettica pronta a sfondare il popolo delle loro segrete ambizioni di saccenteria ma mi trovo assai male, direi come un pesce fuor d’acqua.

(Il caffè).

Pag.93

Io sono per il decoro la continenza la sopportazione ma disdegno l’angoscia quotidiana della vita eppure ci sono dentro fino al collo.

(Il caffè).

Pag.93/94

Perchè la gente bestemmia? Perchè non porta il lutto della propria umanità? Perchè non esiste un sottopassaggio segreto per lo spirito? Io lo trovo attraverso la scrittura, gli altri [...] che fanno?

(Il caffè).

Pag.94

Il mondo è proprio un girone immenso infernale in cui l’uomo si dibatte preda della condanna biblica che non riconosce più, certo soltanto del suo dovere di sopravvivenza ma io sopravvivere non voglio più, alla maniera maniacale dei miei simili non voglio vivere[...].

(Il caffè).

Pag.94

L’uomo al momento della nascita si illude di entrare in un paradiso ed entra nell’inferno.

(Il caffè).

Pag.95

(A Milano si muore).

Esistono città dove si muore, Milano è una di queste città, Milano è un ingranaggio che ti prende ti stritola ti attacca al lavoro a catena ti rende un numero.

[...]A Milano si muore per l’industrializzazione, per la mancanza di amore perchè non hai mai una pausa. [...]a Milano uno si sente costantemente colpevole di essere nato, di non essere utile alla società e allora si sforza di vivere fino a che il cuore non gli scoppia nel petto, per stare alla pari con gli altri, per non deluderli, per non sentirsi fallito.

[...]non si può fare numero e poesia,non si [può] adoperare i computer senza perdere la fantasia, a Milano si muore, e soprattutto non si riesce ad amare, ecco perchè il sesso ha trionfato, approssimazione dei sensi, un violarsi a vicenda senza misericordia.

Pag.9

(A Milano si muore).

[...]a Milano è proibito parlare dell’anima.