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Pag. 101-102
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"Anche se era
relativamente insignificante, era qualcosa, e io avevo bisogno di avere
qualcosa, come gli squali che se non nuotano muoiono, una cosa che
conosco".
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Pag. 102
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“ Io non mangio niente
che abbia dei genitori”.
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Pag. 102/104
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“Delle volte bisogna
dare una regolata alle nostre paure”.
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Pag. 105
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“Se potessi rifarlo
un’altra volta, lo rifarei in un altro modo. Ma non si può rifarlo
un’altra volta”.
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Pag. 174
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“ Esistono più posti di
cui non hai mai sentito parlare che posti di cui hai sentito parlare”.
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Pag. 176
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“ Il mondo non è
orribile ma è pieno di gente orribile”.
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Pag. 176
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“ Ho vissuto abbastanza
per non essere sicuro di niente al 100%”.
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Pag. 198
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“ La timidezza è quando
distogli lo sguardo da una cosa che vuoi. La vergogna è quando distogli
lo sguardo da una cosa che non vuoi”.
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Pag. 199
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“ Ho passato la vita
imparando a sentire di meno. Sento di meno ogni giorno. È la vecchiaia?
O qualcosa di peggio?”.
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Pag. 199
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“ Non lo sentivo come un
suo dovere verso di me. Né come un mio dovere verso di lui. Era un
dovere reciproco, cioè una cosa diversa”.
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Pag. 196
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“ Avevo bisogno di un
bambino. Ma che significa avere bisogno di un bambino? Una mattina mi
svegliai e capii il buco al centro di me”.
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Pag. 196
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“ Avrei potuto rischiare
la mia vita, ma non la vita dopo di me”.
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Pag. 197
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“ Era la prima volta che
piangevo davanti a lui. Fu come fare l’amore”.
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Pag. 197
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“ Dover vivere è triste,
ma è tragico poter vivere una sola vita”.
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Pag. 204
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“ Non ero una sciocca.
Ero sua moglie”.
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Pag. 227
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“ È la tragedia di
amare, non si può amare niente più di quello che ci manca”.
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Pag. 234
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“ Le avevo detto:
«Voglio bene al nostro bambino».
Questa frase la fece
ridere, non l’avevo più sentita ridere dal giorno in cui ci eravamo
incontrati per caso, a metà strada tra le nostre case, mi disse: «Tu
vuoi bene a un’idea».
Io le risposi: « Voglio
bene alla nostra idea».
Ed era questo il punto,
che avevamo un’idea insieme.”
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Pag. 234
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“ La vita è più
spaventosa della morte”.
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Pag. 241
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“ è difficile per tutti,
anche per il re dei cinici, passare più di qualche minuto a Central
Park senza avere la sensazione di vivere qualche altro tempo oltre al
presente”.
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Pag. 320
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“ Ha scritto di quanto
era felice e di quanto era triste, e di tutte le cose che avrebbe
voluto fare e non aveva mai fatto, e di tutte le cose che aveva fatto
ma non avrebbe voluto fare”.
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Pag. 321
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“ Le punte in alto e in
basso ti fanno sentire l’importanza delle cose, ma non sono niente”.
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Pag. 333
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“ Gli errori che ho
commesso sono morti, per me. Ma non posso ritirare le cose che non ho
mai fatto”.
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Pag. 338
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“ E come si fa a dire ti
voglio bene a una persona a cui vuoi bene?”.
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Pag. 343
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“ Fondamentalmente i
nomi sono l’unica cosa che resta ai morti”.
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