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FRASI E AFORISMI


Letto a febbraio 2015

J.S.FOER – MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO (Guanda)

Pag. 101-102

"Anche se era relativamente insignificante, era qualcosa, e io avevo bisogno di avere qualcosa, come gli squali che se non nuotano muoiono, una cosa che conosco".

Pag. 102

“ Io non mangio niente che abbia dei genitori”.

Pag. 102/104

“Delle volte bisogna dare una regolata alle nostre paure”.

Pag. 105

“Se potessi rifarlo un’altra volta, lo rifarei in un altro modo. Ma non si può rifarlo un’altra volta”.

Pag. 174

“ Esistono più posti di cui non hai mai sentito parlare che posti di cui hai sentito parlare”.

Pag. 176

“ Il mondo non è orribile ma è pieno di gente orribile”.

Pag. 176

“ Ho vissuto abbastanza per non essere sicuro di niente al 100%”.

Pag. 198

“ La timidezza è quando distogli lo sguardo da una cosa che vuoi. La vergogna è quando distogli lo sguardo da una cosa che non vuoi”.

Pag. 199

“ Ho passato la vita imparando a sentire di meno. Sento di meno ogni giorno. È la vecchiaia? O qualcosa di peggio?”.

Pag. 199

“ Non lo sentivo come un suo dovere verso di me. Né come un mio dovere verso di lui. Era un dovere reciproco, cioè una cosa diversa”.

Pag. 196

“ Avevo bisogno di un bambino. Ma che significa avere bisogno di un bambino? Una mattina mi svegliai e capii il buco al centro di me”.

Pag. 196

“ Avrei potuto rischiare la mia vita, ma non la vita dopo di me”.

Pag. 197

“ Era la prima volta che piangevo davanti a lui. Fu come fare l’amore”.

Pag. 197

“ Dover vivere è triste, ma è tragico poter vivere una sola vita”.

Pag. 204

“ Non ero una sciocca. Ero sua moglie”.

Pag. 227

“ È la tragedia di amare, non si può amare niente più di quello che ci manca”.

Pag. 234

“ Le avevo detto: «Voglio bene al nostro bambino».

Questa frase la fece ridere, non l’avevo più sentita ridere dal giorno in cui ci eravamo incontrati per caso, a metà strada tra le nostre case, mi disse: «Tu vuoi bene a un’idea».

Io le risposi: « Voglio bene alla nostra idea».

Ed era questo il punto, che avevamo un’idea insieme.”

Pag. 234

“ La vita è più spaventosa della morte”.

Pag. 241

“ è difficile per tutti, anche per il re dei cinici, passare più di qualche minuto a Central Park senza avere la sensazione di vivere qualche altro tempo oltre al presente”.

Pag. 320

“ Ha scritto di quanto era felice e di quanto era triste, e di tutte le cose che avrebbe voluto fare e non aveva mai fatto, e di tutte le cose che aveva fatto ma non avrebbe voluto fare”.

Pag. 321

“ Le punte in alto e in basso ti fanno sentire l’importanza delle cose, ma non sono niente”.

Pag. 333

“ Gli errori che ho commesso sono morti, per me. Ma non posso ritirare le cose che non ho mai fatto”.

Pag. 338

“ E come si fa a dire ti voglio bene a una persona a cui vuoi bene?”.

Pag. 343

“ Fondamentalmente i nomi sono l’unica cosa che resta ai morti”.